Dal 9 al 13 marzo

Soffiavento.
Una navigazione solitaria con rotta su Macbeth

di e con Paolo Mazzarelli

mer_sab ore 20.30 ore 16.00

Dal 9 al 13 marzo

Soffiavento. Una navigazione solitaria con rotta su Macbeth

di e con Paolo Mazzarelli

mer_sab ore 20.30 dom ore 16.00

Data spettacolo

Titolo spettacolo

Regia

Orari e Note

ATTENZIONE: SPETTACOLO SOSPESO

Causa Covid

Un noto attore immaginario, Pippo Soffiavento, deve andare in scena col suo ultimo spettacolo sul Macbeth di Shakespeare. Ma qualcosa si è rotto, una voragine in lui si è aperta, e la rappresentazione non ha luogo: al posto del ritratto del mitico re di Scozia va così in scena un (auto)ritratto di colui che doveva esserne l’interprete. Col procedere della narrazione tuttavia i ritratti dei due, impegnati entrambi a fare i conti col compiersi del loro destino, finiscono per confondersi, fino a quando Macbeth e Soffiavento si riveleranno essere due facce di una stessa medaglia.
Ambizione, paura, follia, potere: i nemici dell’uomo sono sempre gli stessi, non fa differenza che tu sia artista o re, tiranno o attore. E quando si arriva a questa consapevolezza- al momento della resa dei conti- è molto spesso troppo tardi.

Carmelo Bene diceva che “Macbeth è l’occasione per fare del teatro non teatrabile. È l’impossibilità di stare sulla scena”.
Un’impossibilità che sembra sancita dallo stesso Macbeth il quale, mentre il sipario già si chiude sulla sua esistenza, prima paragona la sua parabola proprio a quella-breve ed effimera-di un attore, e poi invoca la fine gridando in faccia al destino le celebri battute “Soffia vento! Vieni, naufragio!” che danno il titolo allo spettacolo.

Un noto attore immaginario, Pippo Soffiavento, deve andare in scena col suo ultimo spettacolo sul Macbeth di Shakespeare. Ma qualcosa si è rotto, una voragine in lui si è aperta, e la rappresentazione non ha luogo: al posto del ritratto del mitico re di Scozia va così in scena un (auto)ritratto di colui che doveva esserne l’interprete. Col procedere della narrazione tuttavia i ritratti dei due, impegnati entrambi a fare i conti col compiersi del loro destino, finiscono per confondersi, fino a quando Macbeth e Soffiavento si riveleranno essere due facce di una stessa medaglia.

Ambizione, paura, follia, potere: i nemici dell’uomo sono sempre gli stessi, non fa differenza che tu sia artista o re, tiranno o attore. E quando si arriva a questa consapevolezza- al momento della resa dei conti- è molto spesso troppo tardi.

Carmelo Bene diceva che “Macbeth è l’occasione per fare del teatro non teatrabile. È l’impossibilità di stare sulla scena”.
Un’impossibilità che sembra sancita dallo stesso Macbeth il quale, mentre il sipario già si chiude sulla sua esistenza, prima paragona la sua parabola proprio a quella-breve ed effimera-di un attore, e poi invoca la fine gridando in faccia al destino le celebri battute “Soffia vento! Vieni, naufragio!” che danno il titolo allo spettacolo.

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