LA RAGIONE DEGLI ALTRI
da Luigi Pirandello
Dal cuore inquieto del teatro di Luigi Pirandello nasce uno spettacolo che scava con ferocia dentro il desiderio, il possesso e le contraddizioni della famiglia contemporanea. Ma dietro il dramma si nasconde anche una ferita privata, autobiografica, che Pirandello trasformò in letteratura molto prima di portarla in scena.
La vicenda affonda infatti nelle tensioni reali della famiglia Pirandello: l’infedeltà del padre Stefano, il legame riallacciato con un’antica fidanzata rimasta vedova e in miseria, la nascita di una figlia illegittima, il dolore della madre e lo sguardo traumatizzato del giovane Luigi, allora tredicenne. Un conflitto intimo che l’autore rielaborò prima nella novella Il nido e poi nel dramma teatrale, trasformando il materiale autobiografico in una riflessione spietata su amore, colpa, desiderio e appartenenza.
La drammaturgia di Linda Dalisi — Premio Ubu per La ferocia — e la regia di Alfonso Postiglione trasformano oggi quel testo in un dispositivo scenico stratificato e perturbante, dove autobiografia, narrazione e rappresentazione si rincorrono continuamente.
Al centro della vicenda c’è Leonardo Arciani: scrittore e giornalista intrappolato in un matrimonio svuotato con la ricca Livia. Dalla relazione con Elena, antica amante in difficoltà economiche, nasce una bambina destinata a diventare il detonatore morale della storia. Quando Livia decide di accogliere quella figlia illegittima nella propria casa, il gesto si trasforma in qualcosa di ambiguo e disturbante: una maternità desiderata, appropriata, quasi una maternità surrogata ante litteram.
La messinscena moltiplica i piani della rappresentazione. Teatro, video, monitor cinematografici e schermi televisivi si intrecciano creando una continua mise en abyme, dove i personaggi sembrano osservare se stessi mentre vivono, recitano, mentono. A incrinare ulteriormente il confine tra racconto e dramma interviene un quarto personaggio: figura ibrida che incarna insieme la zia della novella e il padre di Livia, assumendo il ruolo di agente provocatore dentro la scena e dentro le relazioni.
Il risultato è uno spettacolo teso, contemporaneo e profondamente inquieto, che usa Pirandello per parlare di oggi: della famiglia come spazio di controllo e desiderio, dell’amore come negoziazione emotiva, dell’identità come costruzione fragile e continuamente esposta allo sguardo degli altri.
sab ore 19.30
dom ore 16.00
da Luigi Pirandello
dramaturg Linda Dalisi
regia Alfonso Postiglione
con Anna Bocchino, Viola Forestiero, Ettore Nigro e Monica Palomby
ass. alla regia Giovanni Sbarra
scene Sara Palmieri
costumi Giovanna Napolitano
realizzazione scene Paolo lammarone e Vincenzo Fiorillo
realizzazione video Alchemia Pictures
realizzazione foto in/di scena Francesco D’Ambrosio
grafica locandina Francesco Palladino
produzione Piccola Città Teatro Tradizione e Turismo Centro di produzione teatrale – Teatro Sannazaro Solares – Fondazione delle Arti
Si ringrazia per la collaborazione La Corte Ospitale
Si ringrazia per la collaborazione e le location video l’Amministrazione Comunale di San Giorgio a Cremano
Con il sostegno di Progetto Confini Aperti Ats Creare Campania Progetto residenza del Teatro Eduardo De Filippo (Servizi Teatrali srl)
Durata 80 min
per info e prenotazioni
biglietteria@teatrofontana.it
02 69015733