HAN!
Il cantiere creativo del Teatro Fontana: ricerca, processi creativi e nuove prospettive sulla scena.
Sotto una luce al neon che tradisce ogni idea di sacralità, una danza antica continua a ripetersi. Una vergine-fantasma osserva il mondo da uno schermo televisivo. Una bambina sola in un appartamento interroga il silenzio. Una donna adulta scava nei propri ricordi, tentando di dare forma a una parola che contiene tutto e non si lascia afferrare: Han.
La protagonista attraversa un paesaggio interiore fatto di fratture e ritorni, oscillando tra i miti fondativi di Gojoseon, l’assenza della nonna, la memoria della madre e la propria vita presente. Tre generazioni di donne coreane legate da un filo invisibile e tenace: un “silenzio resiliente” che attraversa il tempo, si sedimenta nei corpi e si tramanda come eredità emotiva.
In questo viaggio mentale e visionario, la storia privata diventa campo di forze più ampio: aspettative familiari, pressioni sociali, identità nazionale, destino. Tutto si deposita addosso alla protagonista come una materia pesante e invisibile, mentre la domanda fondamentale resta sospesa: come si sopravvive a ciò che ci è stato consegnato?
Tra mito e modernità, lo spettacolo apre uno spazio ibrido e inquieto in cui il trauma si trasforma in visione. Il concetto coreano di Han — sofferenza stratificata, dolore trattenuto, resistenza silenziosa — diventa un fuoco mentale che illumina e consuma, guidando lo spettatore in una meditazione dinamica sul rapporto tra sacrificio, memoria e destino.
Diretto da Thomas Richards
Con e di Hyun Ju Baek
Assistente alla regia Jessica Losilla-Hébrail
Spettacolo in coreano con sovratitoli in italiano
Durata
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